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La lestra dal cielo

Concorso internazionale per la riqualificazione del litorale di Latina

L’occasione per poter rappresentare come ci piacerebbe che fosse il territorio in cui viviamo non è certo cosa da poco; infatti, sin da quando siamo piccoli ed i nostri genitori ci portano a vedere il mare, riflettiamo inconsciamente,immaginandocomequeiluoghipotrebberoesserese potessimocambiareuncoloreoil posto per quella fontanella. Beh! L’occasione qui per il nostro gruppo progettuale è stata molto più ghiotta … riprogettare il lungomare della nostra città, rapportandolo all’hinterland del sistema provincia prima, e Lazio poi. Il nostro gruppo progettuale nasce dalla volontà di poter guardare, dal cielo appunto, un territorio ordinato e fruibile, al fine di ridurre al minimo le incongruenze che spesso nascono da una urbanizzazione selvaggia. Il nostro motto porta intrinseca la volontà di osservare il territorio nella sua interezza ed omogeneità, senza soffermarsi su piccoli aspetti di riassetto della zona, ma cercando di fornire in un vero e proprio brain storming quella che, secondo noi, è la migliore identificazione urbanistica e volumetrica di questo splendido territorio che tutti noi amiamo per nascita e per vocazione. Nelle immagini seguenti abbiamo riassunto quelli che sono sono stati i cardini sui quali abbiamo realizzato il progetto.

DIMINUIRE LA PRESSIONE URBANISTICA SUL LITORALE

COMPENETRARE VERDE E SERVIZI

ORGANIZZARE LA VIABILITA’ NEL RISPETTO DELLA DUNA

 

Avevamo tutti noi ben chiaro cosa servisse in un progetto a questa scala, chiaramente non come necessità, ma come metodo operativo, bisognava dare più spazio all’uomo, riconsegnando alla gente Pontina e non solo, il loro territorio, proprio quello che fu strappato alla palude con lo sforzo dei nostri avi. La prima necessità secondo noi era quella di organizzare le volumetrie nate senza controllo in un vero proprio programma urbanistico, chiaramente non si tratta di un progetto di esproprio, ma di una riproposizione delle stesse quantità volumetriche in una fascia distante dalla costa, in maniera tale da diminuire la pressione urbanistica sulla duna. Secondo punto fondamentale era, a nostro avviso, quello di fornire dei servizi attenti alle esigenze del litorale, mirando ad una marcata riqualificazione. Questo aspetto ci sembrava il più delicato ed allora abbiamo scelto di penetrare le funzioni con dei polmoni verdi, in maniera da dare in ogni luogo dell’intervento, l’impressione di trovarsi in un luogo estremamente dinamico e non etichettebile con facili aggettivi da palazzinari degli anni 60′. Abbiamo inoltre cercato di individuare le porte d’ingresso al litorale identificando con queste dei poli di attrazione come il porto a Foce Verde e la zona Termale con il parco tematico a Capoportiere. Abbiamo cercato di essere molto attenti allo scorrimento del traffico creando una viabilità secondaria tarata sul massimo traffico estivo, in maniera da poter affrontare serenamente una vera e propria “destagionalizzazione” del territorio. Questi tre semplici punti sono stati il cardine del nostro studio metaprogettuale, portandoci ad una soluzione progettuale che scaturisce prima di tutto dalle esigenze di riordino del territorio ed in secondo luogo tentando di fornire un disegno organico della nostra costa.

Abbiamo immaginato di fare un volo su una mongolfiera sognando di vivere in una calda girnata estiva la nostra amata Lestra dal cielo.